Il progetto urbano costituisce, all’interno del Piano di Recupero, il luogo di condensazione e formalizzazione degli obiettivi, certo di salvaguardia e valorizzazione, ma anche di reinterpretazione del ruolo del centro storico all’interno del contesto comunale.
Accanto a ciò vanno individuati quegli indirizzi di politica urbanistica atti a porre le condizioni per risollevare il centro storico di Loro Piceno da uno stato di abbandono e degrado che interessa ampie zone e numerosi edifici del centro storico stesso.

Sostanzialmente i temi emergenti o prioritari possono essere condensati in due filoni principali:
1) il progetto del bordo del centro storico;
2) il recupero delle areee interne e degli edifici abbandonati e degradati;
Si tratta di due nodi problematici che comportano una particolare attenzione nell’affrontarli e la predisposizion di strumenti diversificati da adottare.
Nel primo caso, infatti, vi è una netta prevalenza delle tematiche architettoniche e morfologiche e quindi delle implicazione a carattere simbolico o quantomeno che mettono in discussione “l’immagine” stessa della città. L’intervento in questo caso deve essere portato avanti totalmente dalla mano pubblica, non solo perché ricadente su aree di proprietà pubblica, ma anche appunto perché mette in gioco dei valori eminentemente collettivi.
Nel secondo caso invece la situazione è diversa; qui c’è una preponderanza di questioni economiche ed immobiliari. Certo, l’aspetto morfologico-architettonico non deve essere trascurato ma è evidente altresì che porre le basi per la valorizzazione di un’ingente patrimonio edilizio non può significare soltanto l’attesa di improbabili finanziamenti a carico della collettività. Si tratta quindi di predisporre, per quanto è nelle possibilità di un piano, condizioni per unba integrazione tra pubblico e privato, favorendo gli investimenti di questultimo.
Nel primo caso l’attore dell’intervento sarà l’Ente Comunale: il Piano di Recupero si preoccupa di definire gli indirizzi di carattere artchitettonico-morfologico come basi per la predisposizione dei successivi progetti esecutivi.

Nel secondo caso c’è invece una prevalenza dell’aspetto normativo per cui l’obiettivo è quello di predisporre indirizzi architettonici e morfologici generali ma successivamente indicare a livello normativo le condizioni all’interno delle quali coinvolgere e stimolare l’intervento privato.